9 febbraio 2009
Mi dispiace. Mi dispiace Eluana. Credo che molti, in Italia e non solo, ora piangano per te, e per quel padre che, autorizzato a farlo da una cultura che mi vede distante e lontana, ti ha uccisa. Lui sostiene di averti liberata. Un giorno forse si chiederà perchè nessuno lo ha fermato. Noi ci abbiamo provato. Noi che siamo per la vita, la sola certezza che abbiamo. Non ti conosco, ti immagino soltanto, provo a pensare a te, a chi eri, a chi sei diventata dopo. Dopo quell'istante che ha modificato tutto.
Adesso non ci sono piu' se, nè ma, nè forse. Adesso c'è qualcosa che sappiamo essere di ognuno, ma di cui non abbiamo certezza. Qualcosa che non ammette ripensamenti. Nè ritorno. Oggi è il giorno della tristezza, del lutto. Non ti conosco eppure ora piango. Poco fa ho scritto di te, per te,ho scritto con la speranza nel cuore che tutto questo processo di morte, una morte orribile, indegna, si potesse fermare.
Adesso nel cuore ho una ferita. Adesso piango per te. Perchè sei stata trattata come qualcosa che umano non è. Perchè sei stata uccisa, e mentre la tua morte avveniva, noi lo sapevamo, e non abbiamo potuto salvarti.
Barbara Benedettelli
12 febbraio 2009
Daniela Santanchè
