Sull’onda dell’emotività, alla luce dei gravissimi fatti di cronaca – stupri alle donne, violenze sessuali ai ragazzini - verrebbe da plaudere alla castrazione chimica. Chimica, si badi bene, e non fisica: quest’ultima sarebbe una barbarie indescrivibile, un abominio folle. La castrazione chimica, volontaria e reversibile parrebbe invece una soluzione logica, di buon senso. Perché non si tratta altro che della somministrazione di farmaci per abbattere la libido. Una specie di anti-Viagra, insomma. E viene spontaneo pensare che se uno stupratore non è capace di trattenersi, è in preda a un raptus sessuale, beh, tanto vale farglielo passare con una pastiglia. Contento lui, che non è costretto da seguire i suoi peggiori impulsi; e contenti i cittadini, che si sentono più tranquilli.
Se le cose stessero in questi termini non avrei difficoltà a dirmi favorevole alla castrazione chimica. Volontaria: perché il soggetto che assume i farmaci non può essere costretto al trattamento medico. E reversibile, perché all’occorrenza deve poter tornare uomo, virile, potente com’era prima.
Il problema è che le cose non sono così semplici, lineari. Perché non è vero che gli stupratori circolano per strada vittime di poderose erezioni, e sono costretti, poverini, a soddisfare nel peggiore dei modi il loro istinto animalesco. Spesso vogliono, più che sfogare la libido, umiliare la vittima. Sono malati di testa, più che di sesso. Tant’è vero che in alcuni casi lo stupro avviene con un bastone: che piacere fisico provano in tal caso? E’ un perverso piacere mentale, quello di sentirsi padroni del corpo di un altro. E’ un sadismo della peggior specie. Nei paesi dove la castrazione chimica è stata introdotta si è rilevato un calo piuttosto modesto dei reati sessuali, e solo dove la terapia farmacologica è coadiuvata da un percorso psicologico.
Per questo sono contrario alla castrazione chimica: perché ritengo che non funzioni. Che non serva. Credo invece in una maggiore severità delle norme contro gli stupri, e approvo quanto contenuto, in proposito, nel pacchetto sicurezza del Governo. Andrei anche più in là: equiparerei lo stupro all’omicidio. Perché chi violenta spezza una vita. La distrugge per sempre. Non uccide in un momento, ma lentamente. Quasi certamente le ragazzine stuprate a Roma e a Bologna, il bambino sodomizzato a Napoli non avranno mai più una vita normale. Il segno lasciato sul corpo è nulla rispetto a quello lasciato nell’animo. Quasi certamente non riusciranno mai più a vivere serenamente la loro sessualità, il rapporto di coppia. Chi stupra uccide l’amore. Che è la cosa più bella della vita. Per questo merita una punizione esemplare.
