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Il primo impegno

Una giustizia giusta!

Una giustizia giusta! - Mètexis, per il sociale

Sono molte le persone animate da una voglia incontenibile di modificare lo stato delle cose. Gente che grida “basta”. Basta con le ingiustizie. Basta con questa assurda perdita di valori essenziali che ci sta divorando. Ora non si parla neanche piu' di buonismo, siamo al lassismo puro. Un prolasso vero e proprio della nostra cultura. Ci facciamo distruggere in tutto e per tutto non solo da chi viene da fuori e ha la ferma volontà di rimanere estraneo al nostro sistema, di fagocitarlo, annullarlo, ma anche dalle nostre stesse cellule malate.

Noi cittadini che rispettiamo lo Stato e le sue leggi chiediamo protezione e certezze. Certezza di poter ricevere garanzie di sicurezza, di libertà dalla sofferenza fisica e psicologica, di libertà dal dolore devastante della perdita improvvisa e violenta di chi si ama, di libertà dalla paura e in ultimo, ma non ultima, chiediamo la libertà di vivere fino a quando Dio, o la natura, lo vogliono. 

Oggi invece ci sentiamo tutti prigionieri delle nostre città. Prigionieri di una società che, attraverso i propri errori e il loro mancato riconoscimento come tali, ha reso troppo fragili le mura che la contengono. Mura, lo ricordiamo, necessarie al vivere civile, alla coesistenza di diverse individulità. Mura che non sono affatto limitanti la libertà ma entro le quali le libertà individuali si manifestano e si evolvono nel rispetto reciproco. 

Sono troppi i fatti legati al crimine violento che lasciano la sensazione, comune a molti cittadini, di abbandono da parte della Giustizia. Un abbandono verso tutti coloro che nella Giustizia non chiedono"vendetta", sia chiaro. Chiedono equità e sicurezza. 

E' necessaria la tanto attesa riforma della Giustizia. E' vitale e necessaria la revisione dei reati e delle pene. Revisione che non deve esulare dall'art.49 ( comma 3) della Carta Europea dei Diritti Umani e che non deve guardare, per la salvezza davvero di tutti, soltanto ai diritti di chi compie il male. Di chi compie il male ma lascia nell'altro, il ricevente o chi gli sopravvive, un dolore che non ha possibilità di sconti, nè indulti, né grazie. Un ergastolo certo e inesauribile. Una condanna alla sopravvivenza eterna.
 
Se vogliamo davvero eguaglianza, dobbiamo tenere alti anche i diritti di chi quel male lo ha subìto. Il metro primario del giudizio in caso di reati contro la persona non puo' essere la motivazione che spinge il delinquente a compiere un determinato atto, deve essere invece l'effetto che quell'atto ha prodotto. Le cause sono secondarie e troppo spesso aleatorie e arbitrarie. Si parla spesso dell'umanità del pedofilo, dello stupratore, dell'assassino. Ma dov'era quell'umanità nel momento in cui egli compiva, a volte anche ripetutamente, un' azione che si puo' definire universalmente dis-umana? Come possiamo tutelare ed essere tutelati dalla violenza e dalla follia altrui se i diritti fondamentali, i valori primari, i princìpi e le leggi non rispettati non hanno conseguenze eque e definitive? L'umanità di un individuo non muore insieme all'azione disumana che egli compie? La vittima che rimane marchiata nell'anima per sempre e quella che invece muore l'umanità la perde insieme a un'esistenza che mai avrebbe scelto di trasformare in quel modo o di perdere. Tutelare quelle esistenze è il primo obiettivo della Giustizia, della legge perchè è la vita e ciò che essa rappresenta il primo e unico bene davvero importante.

La gente chiede sicurezza. Come puo' esserci sicurezza in un paese in cui i negozianti si chiudono dentro i loro negozi, in pieno giorno, perchè temono per la loro incolumità certi di ricevere, prima o poi, un sopruso. Certi poi, nella disgrazia, di non avere giustizia, consapevoli del lassismo che generalizza e banalizza i diversi reati sminuendo i valori primari e irrinunciabili come quello del diritto supremo: il diritto alla vita? Dove sono la sicurezza, la giustizia, il rispetto per la vita altrui in una città dove una ragazza disabile che percorre le strade con la sua carrozzina è seguita, raggiunta,rapinata,uccisa?

Quello che la gente chiede è legalità. Per questo è importante anche la lotta all'immigrazione clandestina (e sottolineo Clandestina) con particolare riferimento a chi viene nel nostro Paese certo che sarà, qualsiasi cosa compia, impunito. O che, quando viene punito, diventa una sorta di martire della presunta "cattiveria" o del “razzismo” o della “xenofobia” di chi lo costringerebbe a vievere in una cella di pochi metri, occupata da piu' individui. 
Solo la legalità puo' garantire davvero sicurezza, ma anche dignità agli immigrati regolari e disposti a una integrazione che tiene conto sì delle diverse culture di provenienza, ma anche delle leggi dello Stato in cui si è scelto di vivere.

Qualsiasi sia la razza o la provenienza, pedofili, stupratori, assassini sono davvero, come alcuni sostengono, vittime di una società corrotta? Sono davvero il frutto della sfortuna, del disagio,delle violenze a loro volta subite?. Ma se fosse cosi', allora il rimedio non sarebbe forse l'uso di una maggiore severità accompagnata da una ferma coerenza? Se chi delinque avesse la certezza inconscia e ben radicata che ad azione violenta segue reazione adeguata ( non necessariamente violenta ma certa e immodificabile come la causa di una determinata azione delittuosa) sono certa che la speranza dell'impunità non sarebbe possibile. Forse non si risolverebbe definitivamente un problema che ha il sapore dell'eternità ma certamente si ridurrebbe notevolmente.
 
Invece tendiamo sempre a dare piu' possibilità a chi è “colto dal male”, convinti che il male sia un'entità esterna che assale la gente a loro insaputa. Dovremmo invece fermarci un istante a riflettere. Il male è parte di noi e noi ogni giorno scegliamo spontaneamente di negarlo, di trattenerlo, di allontanarlo, o di lasciarne uscire quanto basta per essere di fatto integri, ma senza ledere in maniera abissale chi ci sta al fianco. Il male. Un mistero che non ho certo l'ambizione di risolvere.
 
Qui si discute di qualcosa che sì, esiste da sempre, ma è molto visibile: la violenza dell'uomo sull'uomo, che solo l'uomo puo' fermare. Invece di fare leggi su leggi - rallentando sempre di piu' un sistema giudiziario vicino al collasso- per garantire tutte le possibilità di difesa a individui che fanno dell' illegalità, del sopruso, della minaccia, un sistema di vita; invece di tutelare individui che agiscono nel male, per il male, con il male, e colti piu' e piu' volte sul fatto, dovremmo cominciare a dare punizioni esemplari a chi compie azioni esemplari. Ma soprattutto dobbiamo indirizzare i nostri sforzi, le nostre intelligenze, i nostri talenti, nel cercare di ridonare valore alle cose di tutti. Diamo valore innanzitutto a ciò che ha valore sopra ogni altro: la vita. E proprio perchè la vita sia un “luogo” del tempo degno di essere vissuto nel miglior modo possibile, cerchiamo di dirottare i nostri sforzi per trovare soluzioni ai problemi sociali di questo nostro meraviglioso Paese. Un Paese che dobbiamo amare perchè solo amando davvero possiamo trovare nell'oggetto del nostro sentimento tutto ciò che di bello e buono esso puo' offrire. 
 
Cominciamo a dare tutti qualcosa. Che sia un talento, un bene, o un'idea che unita a decine di altre idee possa essere il fondamento di un Paese sempre migliore.
 
Barbara Benedettelli

NO ALLA VIOLENZA 41 BIS ANCHE PER STUPRATORI E ASSASSINI

<marquee>NO ALLA VIOLENZA 41 BIS ANCHE PER STUPRATORI E ASSASSINI</marquee> - Mètexis, per il sociale






BASTA!
LIBERI DALLA PAURA. 

LA RACCOLTA FIRME PROSEGUE IN TUTTA ITALIA. BASTA!
BASTA CON IL GARANTISMO A SENSO UNICO. SI CHIEDE UNA REVISIONE DEI REATI E DELLE PENE. LO STUPRO E' UN REATO TREMENDO, CHI LO COMPIE DEVE ESSERE PUNITO AL DI LA' DEL SUO STATO. DELLA SUA RELIGIONE. DEL COLORE DELLA SUA PELLE. DELLA SUA FEDE. CHE SIA POVERO O RICCO. CHE SIA UBRIACO, DROGATO, MALATO DI MENTE O SANO.BASTA!
 
I CITTADINI ITALIANI SONO IN PERICOLO OGNI ISTANTE. LO SONO IN PARTICOLARE DONNE E BAMBINI. DOBBIAMO ANDARE IN GIRO CON LA PAURA NEL CUORE PERCHE' SAPPIAMO DI NON ESSERE TUTELATI. LE FORZE DELL'ORDINE ARRESTANO DELINQUENTI CHE POCO DOPO SONO FUORI E VANNO A DERIDERE GLI UOMINI IN DIVISA.
DIAMO IL MESSAGGIO SBAGLIATO AI NOSTRI FIGLI. DICAMO LORO CHE SE FANNO I BRAVI, DOPO, AVERE SBAGLIATO LI PERDONIAMO DI TUTTO. CHE LE PUNIZIONI SARANNO DELICATE COME FIORI SULLA PELLE ANCHE SE TAGLIANO A PEZZI DONNE E BAMBINI. CHE POSSONO STUPRARE, TORTURARE ED ESSERE PERDONATI . ANZI, POVERINI, NON E' COLPA LORO. SE SI DROGANO E ASSUMONO ALCOOL SONO AUTORIZZATI A TUTTO ( EVVIVA LA DROGA!)-

E LA LEGGE? BASTA CON LE INTERPRETAZIONI. LE INTERPRETAZIONI NON HANNO CARATTERE UNIVERSALE!

 ART. 77 COSTITUZIONE :
...in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni...

NON SIAMO ALL'EMERGENZA PURA? DIMOSTRIAMO LA NOSTRA PAURA. CHIEDIAMO MISURE DI SICUREZZA IMMEDIATE. LEGGI ALTRETTANTO IMMEDIATE. CERTEZZA DELLA PENA COME GARANZIA DI INSEGNAMENTO ALLA CIVILTA', RESPONSABILITA' CON DOLO DEI MAGISTRATI QUANDO SI TRATTA DI REATI CONTRO L'INDIVIDUO QUALI VIOLENZA DI OGNI TIPO E GRADo . NIENTE ATTENUANTI, PREMI O RIDUZIONE NON SONO STATI SCONTATI ALMENO I 4/5 DELLA PENA, NON COME ADESSO: DOMICILIARI SUBITO, SEMI LIBERTA' SUBITO, PREMI E PREMIETTI PURE.
NIENTE DOMICILIARI PER CHI COMMETTENDO REATI VIOLENTI, ANCHE SE SOTTO EFFETTO DI SOSTANZE ( CHE SPESSO SI ASSUMONO PROPRIO PER ESSERE " AUTORIZZATI" A FARE CIO' CHE VOGLIONO) , ANCHESE SEMI-INFERMI DI MENTE ( O SEI MATTO O NON LO SEI, SE LO SEI STAI IN MANICOMIO CRIMINALE PERCHè SEI UN PERICOLO PER TE STESSO E PER GLI ALTRI,  SE NON LO SEI STAI IN PRIGIONE E SCONTI TUTTA LA CONDANNA). 

TUTTI I DIRITTI FONDAMENTALI SONO VIOLATI OGNI VOLTA CHE QUALCUNO FA DEL MALE , LO SONO DOPPIAMENTE OGNI VOLTA CHE VIENE PERDONATO

E SCUSATE SE HO GRIDATO!

Governo Berlusconi: gli italiani e la Giustizia

Giustizia. Sondaggio, credibilità a picco

La netta maggioranza degli italiani - esattamente il 59 per cento - non ha fiducia nella magistratura e condanna senza appello il nostro sistema giudiziario. Il dato emerge da un sondaggio cordoniere togacommissionato all'Istituto Ipr Marketing dal quotidiano La Repubblica, che non è certamente vicino al governo di centrodestra e anzi ne critica i tentativi di riforma in materia di giustizia.

All'origine della crisi di credibilità delle toghe sono i tempi troppo lunghi dei processi, gli errori impuniti dei giudici, l'incertezza della pena e le scarcerazioni facili, ma contribuisce al giudizio negativo anche il protagonismo politico di taluni magistrati.

È interessante notare che, nel campione dell'Ipr Marketing, gli intervistati che condannano la magistratura costituiscono il 90% dell'elettorato berlusconiano, ma c'è anche un significativo 30% di elettori del Pd e dell'Idv e il 73% dell'Udc. Il nuovo corso "girotondino" di Veltroni e la furia giustizialista di Di Pietro non trovano d'accordo un terzo del loro elettorato.

Dallo stesso sondaggio emerge un altro elemento che denuncia la strumentalità della campagna scatenata dall'opposizione contro l'emendamento sulla sospensione dei processi: il 55% degli italiani approva la norma "blocca processi", il 45% lo considera uno strumento utile per abbreviare i tempi dei processi. Anche su tale questione, fra i favorevoli all'emendamento governativo il 27 per cento dichiara di aver votato Pd o Idv. Appare evidente che c'è nella base del Pd-Idv una quota consistente di cittadini che ritiene utile e necessaria una riforma della giustizia.

I risultati del sondaggio Ipr Marketing conferma una tendenza emersa da tempo. La ricerca Eurispes pubblicata ai primi di quest'anno segnalava che la magistratura non era degna di fiducia per il 57,5% degli italiani; fra i giovani fino a 24 anni, il giudizio negativo toccava il picco dell'83%.

da www.governoberlusconi.it

Le cose stanno cambiando. Il testo del ddl sicurezza