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Lotta alla mafia - I risultati

7 Novembre 2009

Durante un incontro alla sede della stampa estera a Roma il ministro dell'Interno Maroni ha commentato oggi i risultati positivi della lotta alle organizzazioni mafiose, illustrando ai giornalisti le azioni e i risultati ottenuti dal governo Berlusconi.

In questi 18 mesi di governo sono state arrestate, in 377 operazioni di polizia, 3630 persone: una media di otto mafiosi al giorno. Tra i 282 latitanti arrestati figurano 15 fra i primi 30 più pericolosi. Ma il dato ancor più significativo riguarda il sequestro dei beni, che ha raggiunto la cifra di 5,6 miliardi di euro registrando un incremento in ottobre, rispetto ai 17 mesi precedenti, del 56%.

“Questa stagione del riscatto per il popolo italiano nei confronti delle mafie” – ha detto il ministro - è da ricondurre alla norma che consente "l'utilizzo immediato dei beni sequestrati ai mafiosi": non si dovrà più attendere l'esito finale dei processi per utilizzare i beni delle famiglie mafiose. Così come accade, ad esempio, con le autovetture, che sinora giacevano nei depositi giudiziari fino ad arrugginirsi. Ora potranno essere usate da subito dalle forze dell'ordine per i compiti istituzionali.

Altra novità di cui il ministro si è detto «orgoglioso», in quanto norma ideata a suo tempo dal giudice Falcone, è la possibilità di confiscare i beni anche dei familiari dei mafiosi ancorché non intestati direttamente ai boss.

L'applicazione del carcere duro (cosiddetto 41 bis), uno spiegamento di più uomini delle forze di polizia integrati dai pattugliamenti dei militari e uno stretto lavoro di intelligence e di coordinamento tra le varie forze dell'ordine, sono gli altri cardini della lotta alle mafie individuati dal ministro.

Infine, l’ulteriore misura capace di produrre risultati immediati nel contrasto alle mafie è quella che ha convinto le banche a mettere subito a disposizione i contanti depositati presso gli istituti di credito derivanti dai sequestri ai mafiosi. Queste somme confluiranno, infatti, in un Fondo Unico Giustizia che già può contare su una dotazione di 665 milioni di euro e che verranno messi a disposizione dei ministeri dell'Interno e della Giustizia.

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