20 febbraio 2009
Ronde in città e carcere obbligatorio per gli stupratori
di Nicoletta Cottone
Carcere obbligatorio per gli stupratori, ergastolo in caso di omicidio della vittima, assistenza legale gratuita per la persona offesa, centri anti-violenza, norme contro lo stalking. E, ancora, ronde in città, non armate, sotto il controllo del prefetto: ne faranno parte cittadini ed «ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate», che avranno un ruolo prevalente. «Saranno i volontari della sicurezza», ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il Consiglio dei ministri ha varato all'unanimità una stretta contro gli stupratori. Tredici articoli che prevedono anche il prolungamento fino a 6 mesi della permanenza nei Centri identificazione ed espulsione (Cie) e risorse per le forze dell'ordine. Nel pacchetto misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale, messo a punto dopo l'escalation delle violenze sessuali delle ultime settimane. Un testo al quale hanno lavorato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, quello della Giustizia Angelino Alfano e delle Pari opportunità Mara Carfagna. Provvedimento che nel corso del Consiglio dei ministri ha subito alcune modifiche. Il premier Silvio Berlusconi nel presentare il provvedimento, ha sottolineato che nel 2008 c'é stato un calo del 10% delle violenze sessuali, anche a Roma. «Non sono misure prese sull'onda emotiva», ha detto il ministro all'Interno Maroni. Si tratta per lo più di norme già approvate nel ddl sicurezza, dei quali vengono anticipati gli effetti di circa 100 giorni.
Pene da 6 mesi a 4 anni per lo stalking. Il testo, infatti, nel corso dell'elaborazione, si è arricchito di altre misure, come, per esempio, quella sullo stalking. Previste sanzioni, ha spiegato il ministro Carfagna, per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da 6 mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli. Previsto, sottolinea Carfagna, «che la vittima si possa rivolgere al questore che può ammonirè il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa».
No ai benefici della Gozzini per i condannati. Il provvedimento prevede la custodia cautelare in carcere obbligatoria per chi è accusato di stupro, no ai benefici della Gozzini per i condannati (niente permessi premio, né assegnazione al lavoro esterno o misure alternative alla detenzione), aggravanti contro gli autori di violenza sessuale di gruppo, nei confronti di minori e se a stuprare è un parente o un insegnante. Previsto anche l'ergastolo per coloro che si rendono responsabili di omicidio dopo la violenza sessuale. Sì anche al gratuito patrocinio per le vittime, a prescindere dal reddito. Previsto un Piano straordinario di controllo del territorio, con risorse fino a 100 milioni di euro per allestire un sistema più efficace di presidio e per l'ampliamento degli organici delle forze dell'ordine, finanziato dalle risorse oggetto di confisca versate nel bilancio dello Stato. Saranno circa 2.500 le assunzioni.
Ronde: in strada i volontari per la sicurezza. Sulle ronde l'accordo è stato trovato nella formula che prevede che i sindaci possono avvalersi di associazioni di cittadini non armati. Saranno i volontari per la sicurezza: ne faranno parte, su proposta di An condivisa dal Consiglio dei ministri, soprattutto «ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate», previa intesa con il prefetto che ne informa il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per segnalare alle forze dell'ordine eventuali eventi che possano recare danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale. Le associazioni dovranno essere iscritte in un apposito albo curato dal prefetto. Previsti anche sistemi di videosorveglianza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, con 7 giorni di conservazione dei dati. Prevista anche la creazione di centri anti violenza, su proposta dal ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, visto che la maggior parte degli stupri avviene in ambiente familiare.
Estensione a 6 mesi della permanenza nei Cie. Allungamento dagli attuali 2 a 6 mesi dei tempi di permanenza nei Cie su richiesta del questore. Con l'estensione del tempo di permanenza nei Centri di identificazione e espulsione, ha sottolineato il ministro Maroni, «potremo garantire il rimpatrio di tutti coloro che sono nei Centri per immigrati, in particolare quelli provenienti dalla Tunisia che sono stati trattenuti in queste settimane a Lampedusa».

