Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato oggi a difendere la decisione del governo di portare in Parlamento il ddl sul caso Englaro, dopo il no del Quirinale ad un decreto, con il Senato che stringe i tempi per la discussione del provvedimento mentre a Udine è in corso da ieri il protocollo di sospensione dell'alimentazione forzata per Eluana, in stato vegetativo da 17 anni.Continua a leggere questa notizia
Il ddl -- che ripropone esattamente lo stesso testo del decreto legge respinto dal Quirinale come incostituzionale -- sarà lunedì all'attenzione dell'aula di Palazzo Madama che ha anticipato la seduta già calendarizzata per martedì mattina, nell'evidente tentativo di provare ad impedire che la sospensione della nutrizione coatta -- basata su una sentenza definitiva della Cassazione e che secondo i medici diviene "irreversibile" dopo 48 ore -- si traduca nel decesso della ragazza.
"E' in gioco una vita e dobbiamo evitare che il parlamento non faccia in tempo", ha detto il premier, in Sardegna per appuntamenti di campagna elettorale, davanti alle telecamere dei tg.
"Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in un'azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudeltà come quella di privare ad un organismo umano l'alimentazione e la nutrizione", ha spiegato.
"Ci sono due culture che si confrontano: da un lato la cultura della libertà e della vita, dall'altro quella dello statalismo e della morte. Noi siamo per la vita e per la libertà", ha affermato ancora Berlusconi, aggiungendo che nella vicenda di Eluana "non c'è altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità" e che "da padre" non staccherebbe mai la spina.
Il caso Englaro, da mesi al centro di polemiche, è culminato con uno scontro istituzionale tra il governo e il Quirinale, con il consiglio dei ministri che si è riunito d'urgenza ieri sera per trasformare il decreto in disegno di legge, per impedire che vengano tolte alla donna l'alimentazione e l'idratazione forzate che la tengono in vita.
Il ddl dispone che "in attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi".
NESSUNO SCONTRO CON IL COLLE. RITRATTA ACCUSE EUTANASIA
Berlusconi ha negato oggi che sia in atto uno "scontro" tra esecutivo e Quirinale, affermando che la questione è stata come sempre "enfatizzata dai giornali".
"Che si voglia fare contrapposizione o vedere in questo gesto del governo una volontà politica, io posso garantire che non è così. Noi abbiamo fatto un intervento sulla base della nostra coscienza", ha commentato il premier, aggiungendo che immaginava "si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili (...) in considerazione del fatto che il decreto del governo è stato fatto per salvare una vita umana".
Il presidente del Consiglio, ripreso dalle telecamere di varie tv, ha detto anche che la lettera inviata ieri dal capo dello Stato al Cdm "conteneva una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". Salvo poi correggere il tiro affermando che non intendeva riferirsi alla missiva di Napolitano quanto al fatto in sé, e cioè che "la sospensione della nutrizione è un caso di eutanasia".
"Il solito ribaltamento della realtà", ha soggiunto.
Intanto dalla casa di riposo di Udine "La Quiete", dove Eluana è ricoverata, il legale della famiglia, Giuseppe Campeis, fa sapere che il protocollo di sospensione della nutrizione, iniziato ieri, "va avanti, a meno che non ci siano altri impedimenti".
In un aspro scontro -- che ha visto scendere in campo politici, opinione pubblica e la Chiesa -- il caso di Eluana divide chi è favorevole alla fine del trattamento che la tiene in vita e chi invece si oppone alla sua morte.
Il padre della donna, Beppino Englaro, sostiene con la sua battaglia civile di difendere la volontà della figlia che intendeva morire se si fosse trovata nelle circostanze attuali.
