13 febbraio 2009
Gli italiani non sono razzisti. Sono stanchi. Stanchi di un garantismo imparziale, cieco e sordo ( certo non muto) , capace di andare in un senso soltanto: verso i colpevoli.
Gli italiani chiedono equità e giustizia. Chiedono sicurezza. Lo fanno quando a delinquere sono loro stessi. Lo chiedono quando i delinquenti sono stranieri. Gl italiani chiedono certezza della pena.
Chiedono che lo Stato tuteli chi agisce liberamente entro i limiti stabiliti dalla legge. Chiedono che il garantismo sia applicato anche, e soprattutto, verso gli innocenti (siano essi presunti colpevoli o vittime certe della cattiveria altrui). Chiedono, in particolar modo quando un uomo viene arrestato con le mani ancora sporche del sangue della sua vittima, che non vi siano sconti di pena, patteggiamenti, premi. Che quella vita perduta, con la conseguente condanna al dolore eterno di chi le sopravvive, mantenga anche dopo la morte il valore piu' alto. Chiedono che le azioni tornino ad essere giudicate sopra ogni "zona franca", sopra ogni circostanza attenuante che puo' solo svalutare l'azione stessa e la sua gravità, ma anche ciò che quell'azione lede: la vita. La dignità umana. L'umanità tanto decantata per i delinquenti nei tribunali.
Qual'è il senso della legge? Non deve essere garanzia di libertà? Non ha bisogno di senso per “essere”? Cosa siamo noi senza legge, senza Stato, senza civiltà? Non siamo solo animali selvaggi, bestie in balia delle pulsioni piu' basse? Come si puo' rispettare una legge che non rispetta se stessa? Come si puo' pensare all'imparzialità di una legge soggetta all'umana capacità di “interpretare”?
Il movimento per l'Italia sta raccogliendo le firme per ottenere Certezza della pena. Noi chiediamo rispetto e tutela per le prime libertà che contano davvero: la libertà alla vita e la libertà dalla paura. E non si tratta di essere giustizialisti, o vendicativi. Prima di essere categorie siamo uomini. Molti oggi dicono "giu' le mani dalla Costituzione", ma pochi si prodigano per far sì che i principi fondamentali di questa Costituzione siano rispettati per davvero.
L'articolo 13 per esempio recita “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”.
A cosa pensate leggendo quest'articolo? Ai colpevoli o presunti tali o alle vittime? Dipende. Lo usano, troppo spesso ormai, gli avvocati penalisti per i loro assistiti. I delinquenti. Guai se si viola la loro libertà. E non parlo dei rari casi di accuse ingiuste che ritengo entrino nel campo da tutelare.
Parlo di delinquenti conclamti, accertati. Chissenefrega delle vittime, ossia dei cittadini onesti, che agiscono entro lo Stato e secondo i principi della Costituzione. Questo articolo sembra valere solo, per esempio, per lo stupratore che ha violato la libertà personale della sua vittima, detenendola con la forza nel luogo in cui le ha usato violenza, ispezionandone tutte le parti intime, perquisendola fino alle viscere, tenendola in una forma di restrizione della libertà personale perenne ( perchè da quel momento avrà paura di tutto) attraverso la violenza fisica e morale.
Non vi sembra il caso di unirsi attorno a una tavola rotonda per chiedersi come fare perchè la Costituzione sia davvero rispettata? Teniamo tanto alla Costituzione? Cominciamo ad applicarla, ma applichiamola verso chi si comporta in conformità dei suoi principi.E smettiamo di spostare sempre l'attenzione dai problemi veri.
Certezza della pena, la gente grida. Carceri troppo piene, qualcuno risponde. E se riabilitassimo le vecchie caserme? Silenzio. Aumentano i reati violenti verso l'individuo da parte di cittadini stranieri o clandestini. Basta. Grida la gente. A casa vostra. Siete razzisti risponde qualcuno. No. Siamo realisti. Clandestini e immigrati che rubano lo fanno perchè passano da un inferno a un altro. Lo fanno perchè non è poi cosi' semplice trovare lavoro, legalità, dignità.
Ma gli stranieri che violentano, che uccidono, lo fanno per cattiveria. Esattamente come gli italiani. I secondi dobbiamo tenerli qui. Ma i primi che vadano a scontare le pene nel loro paese cosi' otteniamo due risultati, da una parte certezza che scontino la pena, dall'altra carceri meno piene. Questa è la nostra seconda petizione, ma è anche una richiesta lecita e giusta degli stessi immigrati onesti e regolari ( razzisti pure loro?).
